dolori alla spalla
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LA CUFFIA DEI ROTATORI

Ci sono dei giorni in cui ti senti come Atlante, stanco e sofferente. Ti sembra di aver portato sulle tue povere spalle il peso di tutto il mondo. Ma, come al tuo solito, non ci presti troppa attenzione: saranno state le buste della spesa troppo pesanti, il lavoro o, magari, quella partita di tennis.
I dolori alla spalla sono molto frequenti, interessano quasi il 30% della popolazione tra i 40 e i 50 anni e, spesso (troppo spesso), vengono sottovalutati.Sono molteplici le condizioni da cui può originare il dolore. Una delle più comuni è la rottura della cuffia dei rotatori. Un terzo della popolazione è destinato, prima o poi, a subire questa particolare lesione, conseguenza spesso di movimenti sbagliati e di negligenza nel seguire cure e trattamenti.Prima di parlare dei sintomi, delle cause e dei possibili approcci per il trattamento della rottura della cuffia dei rotatori, facciamo un piccolo passo indietro per capire meglio cos’è, dove si colloca e che ruolo ha quest’area anatomica.

Dove si trova la cuffia dei rotatori e quali sono le sue funzioni

La spalla è una delle parti più complesse del corpo umano, perché formata da ben cinque articolazioni diverse. Una di queste è l’articolazione scapolo-omerale addetta alla comunicazione tra la testa dell’omero e la cavità della scapola.L’articolazione è protetta dalla cuffia dei rotatori – formata da quattro muscoli e dai rispettivi tendini – che collega l’omero alla scapola e aiuta a sollevare e ruotare il braccio. Il movimento di contrazione di questi muscoli stabilizza la spalla, che altrimenti andrebbe incontro a continue lussazioni. Si tratta, quindi, di una zona di raccordo molto importante.

I sintomi e le cause delle lesioni a carico della cuffia dei rotatori

Cosa avverti, esattamente, quando qualcosa in quest’area va storto? I sintomi possono variare d’intensità in base al tipo di lesione. Sì, perché si possono avere due tipologie di lesioni:

  • Acuta, a seguito di un trauma subito dal braccio, come una caduta o uno sforzo eccessivo. I sintomi, in questo caso, sono immediati: dolore, sensazione di debolezza e blocco nella parte superiore del braccio.
  • Degenerativa, provocata da un progressivo logoramento del tendine. Le cause? Sono molteplici: movimenti ripetitivi, fatti legati ad attività sportiva, sollevamento di pesi e osteofiti (formazioni di tessuto osseo) sono tra quelle più frequenti. In caso di lesione degenerativa, si avvertirà un aumento progressivo del dolore.

Come ci si approccia a una lesione della cuffia dei rotatori?

Innanzitutto, va detto che trascurare i sintomi può portare al peggioramento della lesione. Bisogna intervenire il prima possibile. Come? Con una terapia capace di ridurre il dolore e recuperare le funzionalità della spalla. Scoprirai insieme al tuo ortopedico quella giusta per te.
Per ottenere una terapia mirata e corretta è strettamente necessario effettuare indagini radiodiagnostiche (radiografia, ecografia, risonanza magnetica), con le quali possiamo ottenere un quadro chiaro e ben visibile del problema.

Le terapie non chirurgiche

Non è detto che la via da percorrere sia esclusivamente quella dell’intervento chirurgico. Circa la metà delle persone che contrae un trauma alla cuffia dei rotatori può alleviare il dolore e migliorare la funzionalità della spalla attraverso terapie non invasive, come:

  • un periodo riposo;
  • uso di un tutore di spalla;
  • un ciclo di farmaci antinfiammatori;
  • esercizi fisioterapici e di potenziamento per il rinforzo e il recupero della mobilità della spalla;
  • una cura a base di infiltrazioni di cortisone.

Quando si ricorre all’intervento chirurgico?

Se i sintomi non accennano a scomparire o se la lesione è profonda, generalmente, l’intervento chirurgico – il fissaggio, attraverso microviti, del tendine all’omero – diventa necessario per ripristinare la salute della spalla.Per concludere, tre raccomandazioni da portare con te:
1. Non trascurare i primi sintomi. La diagnosi precoce (accompagnata da una corretta terapia) è il modo migliore per contenere il danno.2. Dopo l’intervento chirurgico, è importante seguire con impegno un programma di riabilitazione che risvegli e rimetta in moto la tua spalla.3. Ricorda sempre, prima di compiere uno sforzo “sovrumano”, che non sei Atlante, e che la tua spalla non può reggere il peso del mondo intero.

 

Via Gabelletta 147, Terni

Lun–Sab: 7:00 – 21:00 Domenica: Chiuso

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